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Marcia Perugia-Assisi per diritti umani 7 ottobre 2018

Marcia Perugia-Assisi per diritti umani "Un clima di violenza e intolleranza diffusa ci sta soffocando" "Diciamo basta a violenza, guerre, ingiustizie, disuguaglianze, sfruttamento, discriminazioni, corruzione, razzismo, egoismo, mafie, bullismo, alle parole dell'odio": è l'appello con il quale gli organizzatori della Marcia della pace Perugia-Assisi "Tutti insieme per i diritti umani", invitano a partecipare alla manifestazione in programma, come annunciato nei mesi scorsi, il prossimo 7 ottobre. "Aggrediti per strada, insultati nel web - è detto in un comunicato - uccise in famiglia, morti sul lavoro, ammazzati in guerra, annegati in mare, respinti alle frontiere, abbandonati alla fame, torturati nelle carceri... Quello che sta succedendo a tante donne e bambini, giovani e anziani, fuori e dentro il nostro paese, è scandaloso. Dov'è finita la nostra umanità? Dove sono finiti il rispetto per l'altro, il sentimento della pietà, della compassione, il valore della solidarietà, la capacità di accogliere e condividere? Dobbiamo reagire! Un clima di violenza e intolleranza diffusa ci sta soffocando".  (ANSA) ...

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Solidarietà europea: il 28 giugno tutti i Governi facciano la propria parte per l’accoglienza!

Solidarietà europea: il 28 giugno tutti i Governi facciano la propria parte per l’accoglienza! Il 28 giugno il Consiglio europeo discute di immigrazione: i Governi hanno la responsabilità storica di dare sostanza al principio di solidarietà su cui si è fondata l’Unione europea. Chiedere asilo in Europa è un diritto, ma regole e politiche ingiuste continuano a far pagare a chi cerca rifugio l’incapacità dei Governi di affrontare sfide comuni con risposte comuni, come successo alle 629 persone bloccate in mare sull’Aquarius. La battaglia per la solidarietà europea non si fa sulla pelle delle persone in mare ma cambiando le regole sbagliate come il Regolamento di Dublino, che lasciano le maggiori responsabilità sui Paesi di Confine. Il Parlamento europeo ha già votato a larga maggioranza per superare l’ingiusto criterio del “primo Paese di accesso” e sostituirlo con un sistema di ricollocamento automatico che valorizza i legami significativi dei richiedenti e impone a tutti i Paesi di fare la propria parte, come già chiedono i Trattati europei. ...

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